AIL e Aiuto Sport Ticino insieme per i giovani talenti

Voi fantastici ambasciatori del Ticino, noi fieri di avervi sostenuti

Era un Progetto olimpico, targato Associazione Aiuto Sport Ticino / AIL. Si è trasformato in un’entusiasmante realtà. GRAZIE!

Il presidente dell'Ass. Aiuto Sport Ticino in compagnia di Noè Ponti

Il presidente dell’Ass. Aiuto Sport Ticino in compagnia di Noè Ponti

“Fa male, malissimo”. Sono le prime parole pronunciate  da Ajla Del Ponte dopo la staffetta 4 x 100 conclusa al 4° posto dal quartetto rossocrociato. Forse, in quell’istante, la sprinter losonese aveva perso la bussola. Era delusa, profondamente delusa. Voleva una medaglia che non è arrivata. Peccato, certamente, ma ciò che lei, gli altri Ticinesi, e tutta la delegazione elvetica hanno fatto ai Giochi di Tokio, alla vigilia era semplicemenmte inimmaginabile. Basterebbe concludere questo nostro contributo con una sola parola: GRAZIE. Tuttavia crediamo sia più che doveroso ripercorrere il loro cammino olimpico. Anzi tutto sapevamo che, a differenza di altre edizioni, le nostre ragazze ed i nostri ragazzi, in barba ai principi del barone De Coubertin,  sarebbero volati in Oriente per essere protagonisti e non per fungere da comparse. Così è stato, tuttavia, con immensa gioia,  dobbiamo riconoscere che il loro impegno ed i loro risultati sono andati oltre le più rosee aspettative. Pensiamo a Noè Ponti. Che fosse un talento, anzi il più luminoso talento del nostro nuoto, lo sapevamo. Ma da qui ad ipotizzare una medaglia! Lui ambiva alla partecipazione ad una semifinale. Invece è approdato per 2 volte all’atto conclusivo. Con la staffetta 4 x 200 sl, giunta sesta, e nei 100 delfino. Su quest’ultima distanza, ai recenti Campionati Europei, era giunto 7°. A Tokio, turno dopo turno, è cresiuto. Quasi ci ha fatto pensare che si fosse nascosto. Vederlo sul 3° gradino del  podio, con il bronzo al collo, accanto al fenomeno statunitense Caeleb  Dressel, ed all’ungherese Kristof Milak, di 1 anno più anziano, è stata una delle immagini più gioiose che ci sono giunte dalla capitale nipponica. La  carriera di Noè proseguirà negli States. Gli  auguriamo che sia un’opportunità per crescere ulteriormente e farci di nuovo sognare a colori.

Torniamo ad Ajla Del Ponte, con la certezza che avrà oramai elaborato la tristezza per la mancata medaglia con la staffetta, e che abbia realizzato pienamente ciò che ha combinato laggiù, lontano da casa. Il 5° posto nella finale dei 100 metri è qualcosa di gigantesco: perché Ajla era una delle più giovani; perché è stata la 1° europea; perché ha fatto corsa pari con ragazze afroamericane geneticamente più predisposte ad uno sforzo breve ed esplosivo. Come per Noè, anche per Ajla, i Giochi Olimpici di Tokio, sono stati una tappa di una carriera di cui  quasi non riusciamo a percepire i confini.

Il terzo nostro rappresentante del Progetto  Olimpico Aiuto Sport/AIL era il Biker Filippo Colombo. Il suo 12° rango nella prova di Cross Country, può far pensare ad una prestazione di 2° piano. Nulla di più sbagliato. Il portacolori del VC Monte Tamaro, ha semplicemente commesso un errore di posizione nel cruento giro di lancio, in cui è rimasto intruppato. Poi la sua gara è stata una costante risalita verso posizioni più consone al suo talento. L’aspetto che più di altri va sottolineato è che Filippo è sceso in pista poche settimane dopo un grave incidente ( frattura del bacino), che avrebbe persino potuto precludergli la  partecipazione. Per questa ragione il suo 12° posto ha il sapore di una medaglia. Arriverà, ne siamo convinti, dato che lui ha solo 23 anni.

Qualcuno si chiederà:  “Ma come, e gli altri Ticinesi presenti a Tokio?” Avete ragione, ce n’erano altri 3 che, per ragioni diversificate, non facevano parte del Progetto Olimpico Aiuto Sport/AIL. Sarebbe un delitto non dedicare anche a loro questo spazio. Per “jus generis e jus aetatis” cominciamo da Maria Ukulgova, la più esperta, quella col palmares finora più ricco. Per lei, a 32 anni,  si è trattato probabilmente dell’ultimo grande evento mondiale. Lo ha onorato  fino all’ultimo metro, anche se è mancata la tanto attesa partecipazione ad una finale. Diverso il contesto degli altri due. Michele Niggeler, spadista della Lugano Scherma, nel torneo individuale ha sofferto la pressione del debutto. Si è rifatto ampiamente in quello a squadre, in cui è stato il migliore dei nostri. Peccato che proprio i più esperti siano incappati in una giornata no, e  non abbiano quindi fornito quell’apporto che in tempi non lontani aveva sospinto i rossocrociati verso l’oro mondiale.

Da ultimo, ma non certo per importanza, eccoci a Ricky Petrucciani, semifinalista e  14° assoluto sui 400 piani, nonché terzo miglior europeo. Qualcuno obietterà che si tratta di un buon risultato, ma  nulla di più! Eh no, Signori, il ragazzo della Val Onsernone, ha solo 21 anni. Era di gran lunga il più giovane fra i 24 semifinalisti. Ha dominato gli Europei U23 poco prima dei Giochi,con tempi  vicinissimi a quelli del primato nazionale di Mathias Rusterholz. Siamo su livelli eccelsi. Ricky Petrucciani:  segnatevi questo nome. Per molti di voi si è trattato della coperta di queste  ultime settimane. Ma quanto prima tornerà a far parlare di sé.

In conclusione un gigantesto grazie va ad AIL, che ha creduto in questo Progetto Olimpico e lo ha sostenuto finanziariamente. Mancano 3 anni ai Giochi di Parigi 2024. Le nostre atlete ed i nostri atleti già scalpitano. Noi, nel nostro piccolo, siamo pronti a sostenerli. Sarebbe bello poter camminare di nuovo insieme, mano nella mano, convinti che il prossimo ciclo potrebbe riservarci emozioni ancora più sorprendenti.

Di Giancarlo Dionisio


L’iniziativa “Progetto Olimpico”

Grazie ad un accordo fra AIL SA e l’Associazione Aiuto Sport Ticino, è stato creato un fondo di sostegno per i giovani talenti ticinesi che ambiscono concretamente ai Giochi Olimpici (prima tappa Tokyo 2020). Aiuto Sport Ticino potrà così sostenere in modo mirato proprio quelle giovani leve che si impegnano maggiormente, con contributi annuali finanziariamente molto interessanti. Un aiuto che li incoraggi e che permetta loro di prepararsi al meglio.

AIL è un partner da sempre molto vicino allo sport e soprattutto ai giovani e desidera dare un significativo sostegno proprio a quei talenti che fungono da esempio e che spesso con mezzi limitati si impegnano per importantissimi traguardi.  In Aiuto Sport Ticino AIL trova un partner professionale che mette a sua disposizione le competenze necessarie per selezionare i vari sportivi, per affiancarli e seguirli da vicino nel corso della preparazione in vista della possibile selezione ai Giochi Olimpici.

Gli sportivi sostenuti sono tutti talenti ticinesi cresciuti nelle fila di società della regione e che vantano reali possibilità di raggiungere la qualifica olimpica. Non fanno parte del progetto di sostegno sportivi che, praticando discipline professionistiche, già percepiscono importanti remunerazioni finanziarie per la loro attività, o sportivi che non hanno ritenuto di aver necessità di ulteriori sostegni. Le liste sono comunque aggiornate e riviste a scadenza semestrale in funzione delle necessità effettive e dei progressi  sportivi ottenuti nella fase di preparazione e selezione per i Giochi Olimpici.

La prima lista di sportivi selezionati comprende 9 nominativi e verrà però costantemente rivalutata a dipendenza dei risultati, delle prospettive di qualifica e dell’impegno profuso da ogni sportivo selezionato.

 

Sportivi sostenuti nella prima fase del progetto

  • Ajla Del Ponte, atletica leggera, 23 anni
  • Emma Piffaretti, atletica leggera, 17 anni
  • Noè Ponti, nuoto, 18 anni
  • Filippo Colombo, mountain bike, 22 anni
  • Ilaria Käslin, ginnastica artistica, 21 anni
  • Sasha Caterina, triathlon, 19 anni
  • Tiago Pugno, pugilato, 27 anni
  • Olivia Negrinotti, canottaggio, 19 anni
  • Elia Dagani, scherma, 21 anni

 

Partner dell’iniziativa